Spettacoli


Cronaca

La tragedia della Costa Concordia

A Firenze, uccide due senegalesi e poi si suicida

Arrestato il boss dei casalesi, Michele Zagaria

Sono due maghrebini i killer di Tor Pignattara

Non andrà in carcere, l'autore della strage di Oslo e Utoya

Maltempo, ancora gelo, polemiche e danni

 

La tragedia della Costa Concordia

Isola del Giglio - Sale a dodici il bilancio delle vittime del naufragio della Costa Concordia, rimangono ventuno i dispersi. Il cadavere di una donna ed è stato rinvenuto a poppa. I sub della Marina Militare, stanno ispezionando la parte sommersa della nave, in particolare nell'area del ponte 5. Per penetrare tra le lamiere della nave hanno fatto saltare due cariche.
Sul versante dell’inchiesta, invece i sommozzatori dei carabinieri hanno prelevato dalla cabina del comandante la cassaforte, valigie e il passaporto.
È stato ritrovato anche l'hard disk che contiene i video di telecamere che inquadravano varie parti della nave, tra cui la plancia di comando. Il presidente di Costa crociere, Pier Luigi Foschi, di Schettino ha detto, “sapevamo che aveva un ego molto pronunciato, che amava dimostrare il suo valore ma nei suoi compiti ci dava ogni soddisfazione”. Il relitto continua a scivolare sul fondale, adesso i tecnici stanno cercando di capire se sia iniziato un processo progressivo di inabissamento oppure se queste sono solo scosse di assestamento. Non è escluso che possa prendere corpo il progetto di imbracatura dello scafo che verrebbe assicurato così agli scogli per evitare l'inabissamento. Il consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza in relazione alle conseguenze del naufragio e il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, nominato commissario delegato per l'emergenza, ha ribadito che l’impatto ambientale c’è già stato, adesso bisogna dividere in fasi, le operazioni di recupero del carburante, della nave e poi l’eliminazione del relitto. di Francesco Macrì
 

Isola del Giglio - La Procura sequestra tutti i i video dei cellulari, che nei momenti della sciagura. Polemiche anche tra uffici, per gli arresti domiciliari del comandante Francesco Schettino, che nel suo paese, Meta di Sorrento, viene difeso dalla popolazione. Intanto la Costa lo sospende dall'incarico. E intanto la nave scivola nel fondale prima undici millimetri al secondo poi cinque. certo le mareggiate non aiutano la ricerca dei dispersi. Una indagine anche sul timone, si teme, che la nave al momento dell'incagliamento, andasse troppo veloce. Il timone infatti é rimasto bloccato a dritta. Intanto arrivano le famiglie dei dispersi, appello per la bambina che é stata vista viva sulla nave anche dal cappellano, ma ripete "era a terra, probabilmente non la ha vista nessuno, ma quanti gli sono passati sopra".  La mamma lancia appelli anche dalle trasmissioni televisive. E poi Schettino, nonostante la sciagura, diventa simbolo dei mali di Italia, anche nella supposta satira politica. Ma continua l'anno felice delle crociere, nessuna disdetta alle agenzie marittime. di Francesco Macrì e Lucia Iannò

Isola del Giglio - Ancora polemiche per la mancata concessione del Gip del fermo al comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino. Adesso agli arresti domiciliari a casa sua a Meta di Sorrento. Intanto si susseguono ipotesi e smentite su altre tre persone indagate, tra cui si sussurra qualche dirigente della società. La Costa Crociera non si muove, nonostante l'allarme di giornata che aveva fatto fermare le ricerche.  L'attenzione dei soccorritori adesso si è concentrata sul ponte numero 4 dove sono già stati recuperati molti dei corpi delle vittime del naufragio. I responsabili delle operazioni di recupero sono infatti convinti che a quel livello possano essere rimaste intrappolate altre persone che non sono riuscite ad abbandonare la nave.  I varchi vengono aperti con l'esplosivo per rendere più agevole l'ingresso dei sub. Si cercano tracce degli oltre 20 dispersi. Subito dopo le ispezioni potrebbero iniziare anche le operzioni di recupero del carburante contenuto nei serbatoi e che potrebbero creare una vera catastrofe ambientale nell'arcipelago toscano. di Francesco Macrì

Isola del Giglio – Salgono a undici i morti accertati nella tragedia della Costa Concordia. Altri cinque corpi sono stati ritrovati dai sub a venticinque metri di profondità con i giubbotti di salvataggio addosso. Nella nave ci potrebbero essere ancor bolle d’aria e si lavora ancora anche con il buio. Intanto si aggrava la situazione del comandante della Costa, Francesco Schettino, dopo l’interrogatorio di garanzia, anche per la pubblicazione di una sua telefonata con il comandante della capitaneria di porto, nei momenti cruciali dell’abbandono della nave. Per il procuratore di Grosseto, Francesco Verusio, ''la ricostruzione dei fatti non ha modificato l'impianto accusatorio della procura''. Schettino si é difeso dall'accusa di aver abbandonato la nave nel naufragio dell'Isola del Giglio, sostenendo che, ''la nave dopo l'urto con lo scoglio ha avuto uno sbandamento di 90 gradi. Non potevo risalire sopra''. Schettino ha anche detto, “ero io al comando della nave al momento dell'impatto”, come dai primi accertamenti investigativi secondo i quali fu subito individuato il comandante come colui che dispose la rotta da seguire nei pressi dell'Isola del Giglio. Il gip Valeria Montesarchio, in serata, ha deciso per Schettino, gli arresti domiciliari, chiesti dalla procura. di Francesco Macrì


 

Isola del Giglio – Sei al momento le vittime della tragedia della Costa Concordia, che con oltre quattromila persone a bordo, in crociera nel Mediterraneo, si è schiantata contro uno scoglio ed è andata ad arenarsi sulle coste dell’isola. Per ultimi, al momento, sono stati recuperati i corpi senza vita dell'italiano Giovanni Masia (84 anni) e dello spagnolo Gual Guillermo (69 anni).
Salpata intorno alle otto di venerdì la Costa Concordia, sarebbe passata accanto all’isola per il saluto, chiamato l’inchino. Ma qualcosa va storto, uno scoglio, la nave comincia a prendere acqua, i passeggeri in preda al panico. Comincia l’abbandono della nave, ma, una telefonata inchioda il comandante Schettino, che sarebbe stato uno dei primi a scendere a terra. “Con la manovra di emergenza il comandante Schettino ha salvato numerose vite umane”. Ripete il suo avvocato Bruno Leporatti. Schettino si trova ora in carcere accusato di diversi reati. Il procuratore Verusio ha dichiarato, “stiamo verificando la catena di comando della nave Costa Concordia per appurare se ci sono altre responsabilità oltre quella del comandante”. Il pm parla anche di “spregiudicatezza della manovra azzardata” e definisce “inescusabile” il capitano. La Costa Concordia, Continuano intanto le ricerche da parte dei sommozzatori, sperando che la conta dei dispersi, oltre venticinque non risponda al vero. Le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni non sono negative. Secondo le autorità competenti sembrerebbe che la poppa della Concordia sia ferma mentre c’è una flessione della prua. La Costa Crociere che inizialmente aveva parlato di situazione imprevedibile poi ha deciso di puntare il dito sul suo comandante, e in un comunicato parla di "gravi errori di valutazione". Partono le prime richieste di indennizzo da parte dei turisti, mentre sul fronte politico il ministro dell'ambiente Clini pensa di bloccare il transito di tutte le navi da crociera a poche centinaia di metri dalle coste: il passaggio turistico al Giglio era avvenuto già altre volte, così come è quasi routine per le navi da crociera a Venezia. Un altro fronte aperto è quello dell'impatto ambientale: la nave contiene circa 2400 tonnellate di carburante, di cui è già iniziata l'aspirazione; se quest'operazione non riesce, il rischio inquinamento per la costa toscana è altissimo. di Lucia Iannò
 

 
 

 

A Firenze, prima uccide due senegalesi e poi si toglie la vita

Firenze - Potrebbe essere stata una lite con un senegalese, un banale diverbio, la scintilla che ha scatenato la follia omicida di Gianluca Casseri. Gli inquirenti stanno cercando conferme ad una voce che si rincorre da ore nella ricostruzione dei momenti che hanno preceduto la strage. Ha ucciso due senegalesi, ferendone gravemente altri tre, e poi togliendosi la vita sempre con la sua pistola, una magnum 357, nel posteggio sotterraneo del mercato di San Lorenzo. Per gli inquirenti, un mix di follia e razzismo. Il killer, Gianluca Casseri, 50 anni, originario della provincia di Pistoia, faceva il ragioniere, ma allo stesso tempo era un appassionato scrittore con simpatie neonaziste, pagane, antisemite e razziste. I tre feriti sono gravissimi, tutti ricoverati in prognosi riservata. Operato un senegalese di 42 anni, colpito all'addome; un altro ferito, di 32 anni, e' stato colpito al torace. Gravi anche le condizioni del primo senegalese, 37 anni, anche lui, in prognosi riservata. Cassieri aveva fondato la rivista 'La Soglia', ed era membro dell'associazione culturale 'La Runa'. Simpatizzava con CasaPound, anche se l'associazione ha subito precisato che Casseri era solo un simpatizzante come migliaia di altri e non un militante, sottolineando di essere un movimento "nel cui Dna non e' contemplata la xenofobia ne' alcuna forma di violenza discriminatoria". Casseri amava i fumetti e i film di fantascienza, e i libri di Lovecraft. Tra le altre sue passioni letterarie, Nietzsche, Jung e Evola. Ha anche scritto un libro, 'La Chiave del Caos', in cui le solite tematiche negazioniste e razziste si intrecciano con esoterismo e magia. "Non ci dite che era un pazzo, perché se lo fosse stato avrebbe ucciso sia neri che bianchi...". Così reagiscono alcuni dei senegalesi che si trovano in piazza San Lorenzo, dove Gianluca Casseri ha sparato a due loro connazionali, ferendoli, per poi uccidersi. Il sindaco, Matteo Renzi che incontrerà la comunità senegalese insieme al ministro per la cooperazione internazionale, Andrea Riccardi ha proclamato il lutto cittadino. di Roberto Lucci
 

 

 

 

Arrestato il boss dei casalesi, Michele Zagaria
 

Casapesenna - "Non rompete la parete, che mi uccidete". Michele Zagaria, era nel suo bunker di cinquanta metriquadri, quando é stato arrestato, in .un'operazione della polizia coordinata dal pool di magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Tra il bunker sotterraneo e il pavimento dell'abitazione vi erano cinque metri di cemento armato, da qui la paura che gli cascasse tutto addosso. E' stato scovato all'interno di un covo in un fondo agricolo nel cuore del suo regno, dove gli investigatori erano sicuri si nascondesse dopo sedici anni di latitanza. Poi ironicamente ha detto, "ha vinto lo Stato !" .Il boss assediato avrebbe tentato un ultimo disperato tentativo di fuga dal bunker sotterraneo. A tradirlo un meccanismo difettoso della botola in cui era nascosto che gli ha impedito di scappare. Gli agenti, infatti, avevano già bloccato tutte le possibili vie di fuga del boss casalese. Imprenditore con interessi in grossi appalti edilizi, il re del cemento, Capatosta, grande seduttore, circondato da ragazze bellissime, era capace di telefonare a giornalisti per correggere eventuali errori sulle sue imprese. Michele Zagaria, 53 anni, detto «capastorta», considerato il capo dei capi dei Casalesi, era l'ultimo dei boss storici del clan ancora latitante. Un anno fa, nel novembre del 2010, in manette finì Antonio detto «'o ninno» Iovine, nascosto a Casal di Principe, nella villetta di un incensurato. Prima di lui, il 14 gennaio del 2009, dopo un rocambolesco inseguimento sui tetti a Mignano Montelungo, i carabinieri catturarono Peppe Setola, boss dell'ala stragista del clan facente capo a Francesco Sandokan Schiavone, in carcere dal 1998. Adesso dovrò scontare le sue condanne per il 416 bis, associazione a delinquere nel carcere di Novara. di Roberto Imbriani

 

Roma - E' giallo sull'impiccagione del maghrebino, il più giovane e incensurato dei due che hanno ucciso la sera del 4 gennaio  i cinesi Zhou Zeng e la piccola Joy. La comunità cinese nega con forza di avere giustiziato il ragazzo. Per molti, non ha resistito. era braccato da dodici giorni e ha deciso di impiccarsi. Ma prima avrebbe ingerito del veleno per topi. L'hanno trovato appeso a un gancio in un casolare alla periferia nord di Roma Mohammed Nasiri, 30 anni, uno dei due marocchini presunti assassini del commerciante cinese Zhou Zeng e di sua figlia Joy, il 4 gennaio in una rapina a Tor Pignattara. La morte risalirebbe a quattro giorni fa. Nel quartiere del duplice delitto qualcuno tira in ballo la mafia cinese. "Sono arrivati prima loro", dicono diversi abitanti. Ma la comunità cinese romana ribatte, "siamo sempre afflitti dal dolore e speriamo che ora catturino l'altro assassino, ma la notizia ci ha dato un certo sollievo".
L'uomo potrebbe già trovarsi all'estero, ma si continua a cercarlo anche a Roma. I due nordafricani erano stati individuati dai carabinieri del Comando provinciale di Roma e del Ros sulla base delle immagini di alcune telecamere di sorveglianza e del Dna estratto da tracce lasciate sullo scooter usato per il massacro, su una maglietta e su altri oggetti dei killer.  Per gli investigatori i due avrebbe comunque agito su commissione. di Giovanna Votano

 

Roma – I due killer di Tor Pignattara che la sera del 4 gennaio scorso hanno ucciso con un solo colpo d'arma da fuoco i cinesi Zhou Zeng e la piccola Joy, sarebbero due marocchini, uno di 30 anni con precedenti per rapina, ricettazione e per violazione delle leggi sull'immigrazione e il complice, un amico di qualche anno più giovane, forse incensurato. I loro volti sono visibili nelle telecamere di videosorveglianza nei pressi di una banca al Prenestino. Le tracce rilevate dai carabinieri del Ris sugli oggetti lasciati per strada dai rapinatori, compresa la maglietta insanguinata ritrovata vicino al borsello contenente sedicimila euro, avevano già fatto pensare a due giovani extracomunitari con precedenti penali che vivevano in zona. Uno dei due assassini è ferito e quella ferita, riportata forse durante la colluttazione con Zeng, potrebbe incastrarlo. Gli investigatori stanno setacciando la zona est di Roma e continuano a controllare le immagini riprese dalle videocamere di sorveglianza delle stazioni Termini e Tiburtina. Non si esclude, infatti, che i due si siano divisi e abbiano già potuto lasciare la capitale. Sono centinaia i militari dell'Arma impegnati nella caccia ai killer: nelle ultimissime ore si sono aggiunti altri 400 uomini messi a disposizione dal Patto per Roma sicura firmato in Prefettura prima di Natale. Tuttavia continuano a non essere chiare le motivazione della tragica rapina. Si è parlato forse di un regolamento di conti, di un colpo che non può apparire casuale. I due assassini avrebbero saputo dell'attività parallela di Zhou Zeng e della grossa cifra di denaro che trasportava. Intanto continua il via vai di persone davanti al bar della coppia e al luogo del delitto: Roma è stretta e solidale e non tollera più la violenza degli ultimi tempi. Non solo i romani ma anche la comunità nordafricana ha espresso solidarietà a quella cinese. Kamel E. Belaitouche, presidente dell'Associazione degli immigrati nordafricani in Italia ha detto, “non fa differenza da quale paese arrivino questi malviventi. La delinquenza è da condannare sempre e comunque, indipendentemente dalla razza o dall'etnia di chi commette atti come questi che, personalmente, mi spaccano il cuore”. E sono andati anche alla fiaccolata a Tor Pignattara per stare vicini a un popolo e a una moglie che ha perso il marito e la figlia in un modo così barbaro. di Lucia Iannò

 

Non andrà in carcere l'autore della strage di Oslo

Oslo -  Il responsabile della strage di Oslo del 22 luglio scorso, Anders Behring Breivik, non andrà in carcere. E' stato giudicato psicotico e mentalmente infermo, pertanto, non condannabile per la sua follia omicida che costò la vita a 77 persone. Subito dopo si dichiarò un crociato contro l’invasione musulmana in Europa e la diffusione del multiculturalismo. Synne Serheim e Torgeir Husby, gli psichiatri incaricati di redigere la perizia, hanno concluso che l’indagato al momento dei fatti non era lucido e in possesso delle sue facoltà mentali, per questo verrà internato, ma non condannato al carcere.
Il procuratore Svein Holden ha dichiarato che Breivik ha sviluppato nel tempo una forma di schizofrenia paranoica che lo porta a vivere in uno suo universo privo di logica e razionalità, ma governato da azioni e pensieri deliranti. Di conseguenza l’internamento obbligatorio a cui potrebbe essere destinato potrebbe durare anche tutta la vita.
Il 22 luglio, p
rima ha ucciso otto persone con un attacco dinamitardo in pieno centro. Tanto da far pensare a duna attacco terroristico contro il governo. Era solo un diversivo per dirigersi poi verso l’isola di Utoya, dove era in corso un raduno di giovani militanti socialdemocratici, 69 dei quali furono fucilati da Breivik che seminò il terrore vestito da poliziotto.  Il processo dovrebbe cominciare il 16 aprile, con durata di circa 10 settimane. In Norvegia, la pena massima per reato di strage è di 21 anni, ma, sembra evidente, a questo punto,  che Breivik entrerà in manicomio, in cui verrà periodicamente sottoposto a dei controlli sulle sue condizioni mentali e sul decorso della malattia. di Ruudi Grenw

 

 

Maltempo, gelo, polemiche e danni

L’Aquila - Ancora gelo in Italia, con temperature alquanto basse rispetto agli anni precedenti. Un freddo che ha causato diversi morti tra senzatetto, persone assiderate dal freddo o per fughe di gas. Per il premier Mario Monti afferma, “si può e si deve fare di più, molto di più, per prevenire e ridurre le conseguenze”. Purtroppo le conseguenze ci sono state e sono rilevanti tutt'ora: strade chiuse, migliaia di cittadini senza elettricità, decine di migliaia di utenze al buio e senza riscaldamenti, molte persone bloccate per ore nei treni. Centinaia di persone in un treno fermo a Corsoli che hanno passato la notte al gelo all'interno del mezzo per 25 ore. Le associazioni dei consumatori hanno presentato una richiesta di risarcimento contro la società ferroviaria “per i gravissimi danni subiti”. Anche per le strade ci sono state abbondanti nevicate, in Abruzzo fino ad oltre due metri. Sulla A24 molte persone sono rimaste bloccate per la lunghissima coda creatasi, con gente costretta a passare la notte in una galleria autostradale. Sulla statale Sora-Avezzano, l'operazione di soccorso e rifornimento di generi di conforto è stata possibile per i volontari della Protezione Civile che hanno ricoverato gli automobilisti in strutture d'accoglienza. di Roberta Mafrici


Cesena - Il maltempo sta provocando notevoli disagi da nord a sud; scuole chiuse in molte città italiane, e problemi di circolazione di autoveicoli viste le strade ostruite dalla neve; provocate anche interruzioni di corrente elettrica e fornitura di gas che hanno mandato in tilt alcune zone di vari centri abitati; tutt'ora isolati decine di paesi e migliaia di famiglie senza utenze di alcun tipo: acqua,luce,gas. In Emilia Romagna, la regione tra le più colpite da questa perturbazione siberiana, l’allerta é durata oltre 65 ore fino mercoledì. Temperature record si sono registrate al Centro Nord con punte di -25 a Vicenza, -20 ad Asiago, -16 a Milano, -14 a Torino, seguite da i -10 di Belluno e i -9 di Verona. Il maltempo in soli due giorni ha causato almeno 16 morti. Un’altra vittima del maltempo è stata ritrovata a Ostia: un uomo tramortito dal freddo,probabilmente un senzatetto è stato infatti rinvenuto sul litorale romano, dove già nei giorni scorsi era morta un’altra clochard ucraina. Altre due persone sono morte oggi per un malore mentre spalavano la neve davanti la propria abitazione: un uomo di 51 anni in provincia di Teramo e un anziano ad Archi in provincia di Chieti. di Fabiana Arichetta


Roma - Ora che la neve ricopre Roma, a fioccare sono le polemiche. Nuovo scontro tra il sindaco Gianni Alemanno e il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, uno scontro a suon di millimetri e centimetri. Ovvero la misura della neve. Il sindaco attacca le previsioni meteo a suo dire inadeguate, previsioni che non avrebbero messo il Campidoglio nelle condizioni di affrontare un'emergenza importante. E così chiede una commissione d'inchiesta "perché non c'é un servizio previsioni adeguato" e perché l'evento è stato "largamente minimizzato". Alemanno aveva già lamentato la "scarsa precisione" del servizio in occasione del nubifragio del 20 ottobre nel quale morì una persona: "il servizio meteo”, disse, “ci aveva avvisato di temporali e non certamente di eventi così pesanti. Non ci siamo potuti preparare". L'accusa per niente velata, è per la Protezione civile. La risposta del prefetto Gabrielli non si fa attendere, "il sindaco Alemanno aveva pienamente compreso le previsioni meteo per la Capitale", e gli ricorda che, “ci sono le registrazioni del Comitato operativo della Protezione Civile del 2 febbraio al quale ha partecipato lo stesso sindaco". Poi rilancia, "emergono dubbi sulla adeguatezza del sistema antineve della Capitale". A questo punto Alemanno perde le staffe e attacca, "Eé vero quello che dice Gabrielli, conoscevo bene le previsioni meteo. Forse è lui che non le conosceva". E fa sapere che i dati diramati dalla Protezione civile parlavano di di 35 millimetri di neve, il venerdì bianco di Roma. Per poi arrivare, a voce, a correggere le previsioni fino ad un massimo di 5-15 centimetri. Per la protezione civile "35 millimetri, se riferiti alla neve diventano centimetri". E il responsabile di meteo.it Antonio Sanò, che aveva previsto inequivocabilmente "bufere di neve sul Colosseo" spiega, "i dati della Protezione Civile erano giusti, ma fuorvianti, qualcuno doveva spiegarli al Campidoglio". Troppo tardi per evitare il caos. E il Campidoglio ora corre ai ripari. Alemanno ha emanato un'ordinanza che impone la chiusura di scuole e uffici per lunedì, causa neve, "nonostante il bollettino della Protezione civile nazionale continui a fornire dati relativamente tranquillizzanti". E precisa: "viste le recenti esperienze ci conformiamo alle previsioni dell'Aeronautica militare" che parla di "cielo molto nuvoloso con estese precipitazioni nevose a partire dal pomeriggio di domenica". di Lucia Iannò

 

 

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