Spettacoli
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Successo al Lyceum Theatre di Edimburgo per la nuova versione di "La Bella e la Bestia" Los Angeles : é giallo al processo per la morte di Michael Jackson |
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Los Angeles - Whitney Houston, regina
del pop é morta a soli 48 anni, affogata nella vasca da bagno della sua
stanza d’albergo. Purtroppo non ce l’ha fatta; ed è cosi che il mondo ha
dato l’addio a Whitney Houston, avendo ritrovato il suo compagno Ray-J
il corpo esanime all’interno della camera d’albergo del Beverly Hilton
Hotel in cui risiedeva in previsione della partecipazione ai Grammy
Award, ha dato subito l’allarme e l’annuncio di morte ufficiale è
arrivato poco dopo dalla sua pierre Kristen Forster che ha riferito
l’ora del decesso. La vita da star non le ha permesso di sopravvivere
alla fama in declino, conducendola alla depressione e alla droga, fino
ad un ritorno nel 2009 con “I look to you” che l’ha portata alla
ribalta, facendola apparire in forma e completamente disintossicata da
qualsiasi sostanza stupefacente. Poi una ricaduta nella primavera
scorsa che l’ha vista nuovamente impegnata con l’ennesimo centro di
riabilitazione. |
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Los Angeles : é sempre giallo al processo per la morte di Michael Jackson
Los Angeles - Al processo per la morte di Michael Jackson, è il momento della difesa del dottor Conrad Murray, il cinquantasettenne medico personale del cantante, accusato di omicidio colposo, in relazione all’overdose del potente anestetico propofol che nel giugno 2009 causò la morte del Re del Pop. Murray ha sempre respinto qualsiasi responsabilità nel decesso di Jackson, sostenendo che lo stava curando per i problemi di insonnia e che di fatto fu il Re del Pop a suicidarsi assumendo una dose letale del sedativo mentre lui era in un’altra stanza. La difesa ha presentato come testimone l'infermiera nutrizionista Cheryl Lee, che, in lacrime, ha raccontato come lei stessa ha negato a Jackson il Propofol, un anestetico che se preso in quantità elevate può appunto causare la morte. La testimonianza della donna dovrebbe confermare la tesi del suicidio, secondo cui Jackson assunse da solo la dose fatale.
Tra gli altri testimoni sentiti anche Randy Phillips, il promoter che si occupò di allestire le cinquanta date del tour europeo di Michael. Phillips ha raccontato che quando vennero annunciate le prime dieci date del "This Is It Tour", le richieste di biglietti furono così alte che chiese a Jackson di aggiungerne altre. Jackson acconsentì a due condizioni: che gli fosse dato un terreno di sedici acri alle porte di Londra con corsi d'acqua e cavalli per i bambini, e che rappresentanti del Guinnes dei Primati fossero presenti all'ultima delle cinquanta date per certificare quello che doveva essere un evento senza precedenti. Phillips ha ricordato come, nonostante il suggerimento di affidarsi a qualche medico londinese, Jackson ha insistito a tutti i costi per avere accanto proprio il dottor Murray. Il promoter ha anche aggiunto che all’epoca non era al corrente delle cattive condizioni di salute della popstar fino a quando non ricevette una mail dal regista Kenny Ortega che lo avvisò che Michael non era concentrato sul tour e stava saltando molte prove. Il promoter ha confermato che Jackson avrebbe dovuto pagare i costi di produzione in caso di cancellazione del tour. La difesa tenta di dimostrare che Jackson con questo tour si stava giocando non solo la reputazione ma anche un grosso impegno economico e che quindi la pressione su di lui era molto forte. Intanto al dottor Murray, i giudici hanno già sospeso la licenza per esercitare l’attività in California, perché "le testimonianze hanno evidenziato che rappresenta un immediato pericolo per la sicurezza pubblica". Per l’accusa, Murray "abbandonò il suo paziente" dopo avergli somministrato lui stesso una dose extra di Propofol tra le 10,40 e le 11 del mattino per aiutarlo a dormire e poi cercò di nascondere il suo interevento, dopo aver scoperto che Jackson era morto. Poco prima del rinvio a giudizio, il responsabile dell’istituto di medicina legale di Los Angeles, Christopher Rogers, aveva affermato nella sua deposizione che la morte del Re del Pop era da considerare un omicidio e che il giorno della sua morte, il 25 giugno 2009 Jackson era in buone condizioni di salute. di Lucia Iannò.
Los Angeles - Esce "Michael", il primo album postumo dell'icona pop, Michael Jackson: con dieci tracce che quando morì stava completando insieme ai contributi del rapper 50 Cents, di Lenny Kravitz e del cantante statunitense Akon. Una canzone "Breaking News" e' una protesta per come i media braccavano Jacko e ha scatenato un acceso dibattito sull'interrogativo che la voce sia davvero quella di Jackson. La casa discografica Sony, che ha intenzione di rilasciare una serie di nuovi album di Jacko, é stata costretta a difendere l'album dai fan e anche da alcuni membri della famiglia che ne hanno criticato l'autenticità'. Polemica la sorella Latoya, che ha detto che il disco "non suona come lui" e più in generale i fans si interrogano su come alcune canzoni siano state completate, a volte con materiale registrato anni fa. di Richard Fallowen |
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Golden Globe, alle nominations trionfa "The Artist"
Los Angeles - Sei candidature pèr "The Artist", straordinario movie silent in bianco e nero. Così alle nomination per il 69^ Golden Globe, che verranno consegnati il prossimo 15 gennaio, prestigioso riconoscimento al cinema, assegnato dalla stampa stranera. I Golden Globe a differenza degli Oscar separano il genere drammatico da commedia o musical. Per la categoria attori drammatici trionfano Tutto il resto a Brad Pitt e George Clooney per "The Descendant" e "Moneyball", con loro Leonardo Di Caprio per "J. Edgar" di Clint Eastwood, Michael Fassbender, già premiato con la Coppa Volpi per "Shame" e Ryan Gosling, per "Le idi di marzo". Per il miglior film drammatico, nomination ancora per Clooney per la regia di "Le idi di marzo", con Woody Allen per "Midnight in Paris", Martin Scorsese per "Hugo Cabret", Alexander Payne per "The Descendant" e Michel Hazanavicius per "The Artist", Per la comedy, in gara "Le amiche della sposa", "50/50", "My week with Marylin", "The Artist" e "Midnight in Paris". Tra le attrici brillanti, in concorso, Meryl Streep, per l'interpretazione di Margaret Thatcher in "The Iron Lady", nella sezione drammatica; anche Glenn Close, in "Albert Nobbs", Tilda Swinton in "We Need to Talk about Kevin", Rooney Mara, nel nuovo "Millennium" e Viola David in "The Help". "Terraferma" non è entrato nella cinquina dei migliori film in lingua straniera, Meglio "Il ragazzo con la bicicletta" dei fratelli Dardenne, l'iraniano "Una separazione", "La pelle che di Almodovar, "In the Land of Blood and Honey", opera prima di Angelina Jolie da regista, e "The Flawers of War" di Zhang Yimou. di Nick Entella |