Spettacoli

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La morte di Whitney Houston

Successo al Lyceum Theatre di Edimburgo per la nuova versione di "La Bella e la Bestia"

Los Angeles : é giallo al processo per la morte di Michael Jackson

"The Artist" fa incetta di nominations ai Golden Globe

Celentano al Festival di Sanremo

 

La morte di Whitney Houston, droga, alcol e depressione

Los Angeles -  Whitney Houston, regina del pop é morta a soli 48 anni, affogata nella vasca da bagno della sua stanza d’albergo. Purtroppo non ce l’ha fatta; ed è cosi che il mondo ha dato l’addio a Whitney Houston, avendo ritrovato il suo compagno Ray-J il corpo esanime all’interno della camera d’albergo del Beverly Hilton Hotel in cui risiedeva in previsione della partecipazione ai Grammy Award, ha dato subito l’allarme e l’annuncio di morte ufficiale è arrivato poco dopo dalla sua pierre Kristen Forster che ha riferito l’ora del decesso. La vita da star non le ha permesso di sopravvivere alla fama in declino, conducendola alla depressione e alla droga, fino ad un ritorno nel 2009 con “I look to you” che l’ha portata alla ribalta, facendola apparire in forma e completamente disintossicata da qualsiasi sostanza stupefacente.  Poi una ricaduta nella primavera scorsa che l’ha vista nuovamente impegnata con l’ennesimo centro di riabilitazione.
Con venti anni di successi alle spalle, raggiungendo l’apice della sua carriera tra gli anni Ottanta e Novanta, ha venduto oltre 170 milioni di dischi. Tra i suoi successi sono “How will I know” e “ I will always love you”; successi mche hanno dominato le classifiche per anni. E' stata anello portante tra le generazioni di Aretha Franklin e Beyonce, segnando un’era con il suo soul.
Come attrice l'hanno chiamata anche Il Corpo della Musica dopo il successo del film “The Bodyguard” che ha dato una svolta alla sua carriera, è diventata un idolo mondiale. di Fabiana Arichetta

 

 Successo al Lyceum Theatre di Edimburgo per la nuova versione de "La Bella e la Bestia"

 

Edimburgo - La nuova versione di "Beauty and the Beast", in scena al Lyceum Theatre, diretta da Neil Murray, è di per sé un incrocio tra "La Bella e la Bestia" e "Cenerentola", ambientato ad Halloween con streghe e folletti. Non è proprio quello che ci si può aspettare da uno spettacolo di Natale. Un dramma che si scioglie soltanto nel finale. Bella (Ruth Milne) vive come Cenerentola, con un padre povero (Lewis Howden), le due malvagie sorelle Hazel e Hannah(Karen Traynor e Nicola Troy) e un solo amico, Martin (Andrew Rothney) di cui si fida molto. Quando suo padre finisce in balia della Bestia, Bella, altruista, prende il posto come prigioniera della Bestia. Intanto la strega Crackjaw (Angela Clerkin) osserva se i suoi piani vadano per il meglio. Milne, personaggio di attraente bellezza, diventa subito la favorita dal pubblico. Rothney è simpatico quanto coraggioso e il rapporto tra i due protagonisti è abbastanza forte per portare il racconto. Il folletto (Marco McDonnell) ha scatenato molte risate così come le gags tra le due sorelle. Soprattutto i bambini sembravano realmente divertirsi e questo, alla fine, è ciò che conta. dall'inviato Luigi Votano

 

Los Angeles : é sempre giallo al processo per la morte di Michael Jackson

Los Angeles - Al processo per la morte di Michael Jackson, è il momento della difesa del dottor Conrad Murray, il cinquantasettenne medico personale del cantante, accusato di omicidio colposo, in relazione all’overdose del potente anestetico propofol che nel giugno 2009 causò la morte del Re del Pop. Murray ha sempre respinto qualsiasi responsabilità nel decesso di Jackson, sostenendo che lo stava curando per i problemi di insonnia e che di fatto fu il Re del Pop a suicidarsi assumendo una dose letale del sedativo mentre lui era in un’altra stanza. La difesa ha presentato come testimone l'infermiera nutrizionista Cheryl Lee, che, in lacrime, ha raccontato come lei stessa ha negato a Jackson il Propofol, un anestetico che se preso in quantità elevate può appunto causare la morte. La testimonianza della donna dovrebbe confermare la tesi del suicidio, secondo cui Jackson assunse da solo la dose fatale.

Tra gli altri testimoni sentiti anche Randy Phillips, il promoter che si occupò di allestire le cinquanta date del tour europeo di Michael. Phillips ha raccontato che quando vennero annunciate le prime dieci date del "This Is It Tour", le richieste di biglietti furono così alte che chiese a Jackson di aggiungerne altre. Jackson  acconsentì a due condizioni: che gli fosse dato un terreno di sedici acri alle porte di Londra con corsi d'acqua  e cavalli per i bambini, e che rappresentanti del Guinnes dei Primati fossero presenti all'ultima delle cinquanta date per certificare quello che doveva essere un evento senza precedenti. Phillips ha ricordato come, nonostante il suggerimento di affidarsi a qualche medico londinese, Jackson ha insistito a tutti i costi per avere accanto proprio il dottor Murray. Il promoter ha anche aggiunto che all’epoca non era al corrente delle cattive condizioni di salute della popstar fino a quando non ricevette una mail dal regista Kenny Ortega che lo avvisò che Michael non era concentrato sul tour e stava saltando molte prove. Il promoter ha confermato che Jackson avrebbe dovuto pagare i costi di produzione in caso di cancellazione del tour.  La difesa tenta di dimostrare che Jackson con questo tour si stava giocando non solo la reputazione ma anche un grosso impegno economico e che quindi la pressione su di lui era molto forte. Intanto al dottor Murray, i giudici hanno già sospeso la licenza per esercitare l’attività in California, perché "le testimonianze hanno evidenziato che rappresenta un immediato pericolo per la sicurezza pubblica". Per l’accusa, Murray "abbandonò il suo paziente" dopo avergli somministrato lui stesso una dose extra di Propofol tra le 10,40 e le 11 del mattino per aiutarlo a dormire e poi cercò di nascondere il suo interevento, dopo aver scoperto che Jackson era morto. Poco prima del rinvio a giudizio, il responsabile dell’istituto di medicina legale di Los Angeles, Christopher Rogers, aveva affermato nella sua deposizione che la morte del Re del Pop era da considerare un omicidio e che il giorno della sua morte, il 25 giugno 2009 Jackson era in buone condizioni di salute. di Lucia Iannò.     

 

Los Angeles - Esce "Michael", il primo album postumo dell'icona pop, Michael Jackson: con dieci tracce che quando morì stava completando insieme ai contributi del rapper 50 Cents, di Lenny Kravitz e del cantante statunitense Akon. Una canzone "Breaking News" e' una protesta per come i media braccavano Jacko e ha scatenato un acceso dibattito sull'interrogativo che la voce sia davvero quella di Jackson. La casa discografica Sony, che ha intenzione di rilasciare una serie di nuovi album di Jacko, é stata costretta a difendere l'album dai fan e anche da alcuni membri della famiglia che ne hanno criticato l'autenticità'. Polemica la sorella Latoya, che ha detto che il disco "non suona come lui" e più in generale i fans si interrogano su come alcune canzoni siano state completate, a volte con materiale registrato anni fa.  di Richard Fallowen

 

Golden Globe, alle  nominations trionfa "The Artist"

 

Los Angeles - Sei candidature pèr "The Artist", straordinario movie silent in bianco e nero. Così alle nomination per il 69^ Golden Globe, che verranno consegnati il prossimo 15 gennaio, prestigioso riconoscimento al cinema, assegnato dalla stampa stranera. I Golden Globe a differenza degli Oscar separano il genere drammatico da commedia o musical. Per la categoria attori drammatici trionfano Tutto il resto a Brad Pitt e George Clooney per "The Descendant" e "Moneyball", con loro Leonardo Di Caprio per "J. Edgar" di Clint Eastwood, Michael Fassbender, già premiato con la Coppa Volpi per "Shame" e Ryan Gosling,  per "Le idi di marzo". Per il miglior film drammatico, nomination ancora per Clooney per la regia di "Le idi di marzo",  con Woody Allen per "Midnight in Paris", Martin Scorsese per "Hugo Cabret", Alexander Payne per "The Descendant" e Michel Hazanavicius per "The Artist", Per la comedy, in gara "Le amiche della sposa", "50/50", "My week with Marylin", "The Artist" e "Midnight in Paris". Tra le attrici brillanti, in concorso, Meryl Streep, per l'interpretazione di Margaret Thatcher in "The Iron Lady", nella sezione drammatica; anche Glenn Close, in "Albert Nobbs",  Tilda Swinton in "We Need to Talk about Kevin", Rooney Mara, nel nuovo "Millennium" e Viola David in "The Help". "Terraferma" non è entrato nella cinquina dei migliori film in lingua straniera, Meglio "Il ragazzo con la bicicletta" dei fratelli Dardenne, l'iraniano "Una separazione", "La pelle che  di Almodovar, "In the Land of Blood and Honey", opera prima di Angelina Jolie da regista, e "The Flawers of War" di Zhang Yimou. di Nick Entella

 

 

Adriano Celentano al festival di Sanremo

Sanremo - Il festival come ogni anno solleva le sue polemiche, ma Morandi fa il pieno di share oltre il 50% di ascolti, battendo la sua precedente edizione. E poi incassa Celentano, ma anche Lucio Dalla, per non parlare di Gigi D’Alessio che si dedica a Loredana Berté. Poi Adriano Celentano. Ha scatenato con un sermone di oltre tre quarti d’ora, polemiche al vetriolo. Contro i giornali cattolici, ma il direttore di famiglia cristiana lo ha invitato a scrivere e parlare di Dio sul suo settimanale, la Cei ha chiesto le scuse del molleggiato, sono arrivate quelle della Rai, della lei e del direttore di rai Uno, mauro mazza. Intanto arriva a commissariare il festival, con poteri assoluti, il vicedirettore Marano. Ma Celentano ha attaccato anche Aldo Grasso che sul sito del Corriere della Sera, aveva spiegato la partecipazione del cantante solo come un’operazione commerciale. Sul suo blog ufficiale Celentano aveva per altro già risposto, "Caro Grasso, tu hai capito male, io non vado a Sanremo a promuovere il disco. C'erano altri modi per farlo e non l'ho fatto. Vado a Sanremo soprattutto per parlare e parlerò anche di te e di quelli come te. Adriano". Promessa mantenuta ahimè. Promosso Rocco Papaleo, meno il sistema di voto, paralizzato, che ha rinviato le esibizioni dei cantanti della prima serata. La giuria torna alle antiche carta e penna, per poi sentirsi dire infine che il voto è invalidato. Restano favoriti. La vincitrice annunciata, Emma con un brano impregnato di crisi, diritti, figli che non escono di casa. Seguono i piemontesi Marlene Kuntz, rockettari indipendenti. di Roberta Mafrici

 

Milano – Sul festival della canzone arriva il super ospite Celentano. La Rai rilancia Sanremo alla grande, quest’anno programmato dal 14 al 18 febbraio. Serate a tema, diverso per serata, tre golden share, una delle radio e una di Facebook per i giovani e quella della sala stampa per i big. Previsto un tributo all’Unità di Italia, con la serata, 'Viva l'Italia!', dove i big in gara interpreteranno una canzone italiana celebre nel mondo in duetto con ospiti internazionali, e la selezione di sei giovani attraverso Facebook, dove i debuttanti potranno caricare i loro video sulla pagina “Sanremosocial”. Trenta giovani saranno scelti dalla rete, trenta da un gruppo d'ascolto composto da Mazzi, Morandi ed esperti di musica. I 60 selezionati sosterranno un'audizione dal vivo il 12 gennaio nel “Sanremosocial day romano”, per la prima volta aperto ai media, agli addetti ai lavori e alla rete. Viene confermato il meccanismo delle eliminazioni e del ripescaggio nella serata del 16 febbraio. Quattordici i cantanti, ma solo dieci arriveranno in finale, otto i giovani che poi si dimezzeranno a quattro per la finale di venerdì. E ora la ciliegina, Celentano, superospite di una o più serate. ''Farà quello che vorrà”, anticipa il direttore artistico, ''ho obbedito come un soldatino alle sue condizioni'' scherza Mazzi, “consegnando a un sollevato Morandi l'ospite che avrei sempre voluto''. Per non parlare del conduttore, ''Affidare a Morandi per la seconda volta il ruolo di capitano mi da' ottime speranze che il festival sarà un successo'' dice il direttore di Rai1 Mauro Mazza. Gianni Morandi, impegnato nel tentativo di bissare il successo dello scorso anno, si affida agli scongiuri, tutti si aspettano da lui, il sontuoso share dellla scorsa edizione, un 49.4% da capogiro. Certo bisogna correre, ma le premesse per un bis del successo dello scorso anno, ci sono tutte. La convenzione con il Comune di Sanremo é stata appena firmata, per conoscere il cast e i cantanti in gara, bisogna aspettare il 10 gennaio, proprio a ridosso del festival, tanto per capirci, lo scorso anno era pronto il 20 dicembre. ''Bisognerebbe preparare Sanremo da marzo per convincere gli artisti che non é più come una volta, che”, commenta Morandi, “é un peccato non esserci''. E apre porte nuove per lo show business della Rai, uno staff permanente, con garanzie di successo strepitoso. Alcune certezze ci sono però. Non ci sarà Fiorello, ma sono in stato avanzato le trattative con Tamara Ecclestone, figlia di Bernie, che vive a Londra ma nata a Milano e parla un perfetto italiano. Il direttore artistico Gianmarco Mazzi, sta cercando altre due star. Per l’insert comico, si attendono conferme da Checco Zalone, che quest’anno ha sbaragliato il botteghino. La speranza é che anche dal 'music contest' su Facebook arrivi qualche sorpresa. “Magari”, si augura Mazzi, “spunterà il prossimo Raphael Gualazzi”. di Giovanna Votano

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