Giovani

 

Sono stati gli amici a uccidere Meredith ?

Aborto : la Lombardia modifica la legge 194

Un video ricostruisce l'incidente dI Capodanno

I giovani contro le Mafie

 

Sono stati gli amici a uccidere Meredith ?

 

Perugia – Nuovi scenari, soprattutto mediatici, nel processo in corte d'Assise d'Appello, sull’assassinio di Meredith Kercher. I legali della Knox e di Sollecito, imputati già condannati in primo grado, pensano che tutta la responsabilità sia del terzo imputato, Rudy Guede. "Maddie" fu uccisa nella notte tra l’1 e il 2 novembre del 2007 nell’abitazione condivisa con Amanda in via della Pergola. Sollecito e Amanda furono arrestati quattro giorni dopo e condannati in primo grado a 26 e 25 anni di reclusione. Rudy Guede, il terzo imputato, è invece già stato condannato a 16 anni in secondo grado mediante rito abbreviato. Gli avvocati dei due ex fidanzatini, Giulia Bongiorno, Luca Maori, Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, hanno chiesto una perizia sugli esami scientifici compiuti dalla polizia nel corso delle indagini. Così, iI 24 novembre Amanda Knox e Raffaele Sollecito tornano in aula, a ribadire la loro innocenza, nella prima udienza del processo d’appello. I legali dei due giovani tornano con l’obbiettivo di presentare Rudy Guede unico responsabile del delitto. Guede tuttavia continua a dichiararsi innocente e il 16 dicembre è previsto l’esame del suo ricorso in Cassazione. Sempre presenti le schermaglie processuali. La prima udienza del processo d’appello è stato comunque rinviato. per problemi di salute di una delle difensori di Sollecito, l’avvocato Buongiorno. La legale, che è anche presidente della commissione giustizia alla Camera, stavolta però è incinta e non è potuta essere presente in aula. L’udienza riprende l’11 dicembre prossimo e a seguire ci saranno le udienze del 18 dicembre e 15 gennaio. Il collegio ha inoltre disposto che le riprese audio video non vengano effettuate durante il dibattimento ma soltanto prima e dopo l’entrata della Corte in aula. di Marco Papandrea
 

Perugia - La condanna a 26 anni di carcere per Amanda Knox ha fatto scoppiare una bufera nell’opinione pubblica statunitense, certa dell’innocenza della ragazza e dell’inefficienza del sistema giudiziario italiano. La sentenza che, insieme alla giovane statunitense ha condannato a 25 anni il suo ex fidanzato, è stata seguita in diretta dai media sttaunitensi i quali non hanno tardato a manifestare disapprovazione, esprimendo così l’attuale sentimento di una larga fetta di cittadini statunitensi. La senatrice Cantwell, eletta a Seattle, ha annunciato di voler sottoporre il caso al segretario di Stato, Hillary Clinton, “Ho seri dubbi sul sistema giudiziario italiano” ha detto “ e sul fatto che l’antiamericanismo abbia potuto inquinare il processo”. Da parte sua, la Clinton si è detta disposta ad ascoltare chiunque abbia dubbi sulla sentenza, ribadendo che il governo statunitense è sempre stato in contatto con la famiglia Knox e che seguiterà a sostenerla. Il segretario, però, ha ammesso di non aver ancora studiato il caso. Il ministro degli esteri italiano, Frattini, minimizza: “è normale che la Clinton ascolti una senatrice” ha detto “ma non è stata lei a criticare il nostro sistema giudiziario”. Il tutto, in effetti, sarebbe nato da una petizione sottoscritta da parenti e amici di Amanda, che i firmatari vorrebbero far arrivare anche al presidente Obama, il quale però, non si è espresso sull’accaduto. L’ambasciata Usa in Italia afferma che continuerà a seguire la vicenda e il portavoce del dipartimento di Stato americano, Ian Kelly, precisa che non ci sono ragioni per pensare che il processo sia stato irregolare. Ma se a livello istituzionale si cerca di smorzare i toni, l’opinione pubblica sttaunitense protesta: il giornale inglese The Telegraph parla di “un’ondata di antipatia per la giustizia italiana”e di persone che invitano a boicottare cibi e bevande italiane e a disdire le vacanze in Italia. La stampa americana poi, è lapidaria: il sito Newser sentenzia “Le regole italiane possono essere usate per giudicare gli italiani, ma non dovrebbe essere permesso che siano applicate a chiunque altro”. The Daily Beast rincara la dose: Amanda avrebbe suscitato gli appetiti sessuali dei giornalisti che hanno parlato di lei, alcuni dei quali avrebbero scritto nei loro articoli “Io me la farei ”. Gli americani contestano presunte irregolarità nel processo, la difesa di Amanda, infatti, non avrebbe avuto la possibilità di presentare tutte le sue istanze, e la mancanza di prove schiaccianti a discapito della Knox; a questo riguardo una commissione di scienziati, dopo aver analizzato le tracce di DNA rinvenute dopo il delitto ha affermato che, dall’analisi da loro fatta, sarebbe stato possibile ottenere gli stessi risultati anche se non fosse avvenuto nessun delitto.  Ma ciò che ha maggiormente indispettito gli americani è stato il modo in cui Amanda è stata dipinta dalla stampa italiana: la giovane è stata secondo loro ritratta come una drogata assetata di sesso, immagine che non corrisponderebbe alla realtà e che sarebbe dipesa dall’interpretazione errata di alcune sue dichiarazioni. Secondo molti poi, la sentenza deriva dall’ostilità degli italiani verso gli USA: il razzismo insomma avrebbe influenzato PM e giudici durante il processo. Il segretario del sindacato della polizia, Tanzi, si è dichiarato indignato da tali insinuazioni “Siamo abituati a rispettare le sentenze”ha detto “in questo caso ancor di più visto che si legittima il lavoro della Squadra Mobile”. Federica Olivo

Perugia - Dopo la condanna a 26 anni di carcere per Amanda Knox e a 25 anni di Raffaele Sollecito, la procura ha annunciato che non ricorrerà in appello contro la sentenza della Corte d’assise. Il pubblico ministero, Manuela Comodi, ha detto, "é una sentenza che intendiamo rispettare e che ha riconosciuto la colpevolezza degli imputati per tutti i reati, così come l’aggravante della violenza sessuale, seppure compiuta materialmente da Rudy Guede, pertanto non ricorreremo in Appello". In Appello ricorrerà certamente l'avvocato della difesa Giulia Bongiorno che ha annunciato, "questa sentenza di colpevolezza é la prima porta per la la giustizia per riportare in libertà degli accusati innocenti. Amanda ha trscorso la prima notte dopo la condanna piangendo, "Nessuno crede in me e non capisco perchè. Ho sempre detto la verità, non sono stata io ad uccidere Meredith". Amanda credeva di poter uscire e tornare con loro negli Stati Uniti. Rientrata in carcere poco dopo l’una,  è stata accolta dalle sue compagne di cella che hanno cercato di confortarla. La famiglia di Meredith Kercher ha invece commentato in una conferenza stampa, "siamo soddisfatti del verdetto. Il caso è stato molto complicato, ora non è il momento di festeggiare, nostra sorella è stata uccisa in maniera brutale e questo ha avuto un impatto sulle vite di tutti noi". Raffaele è rimasto più freddo dopo la lettura del verdetto, incredulo. All'indomani della condanna, avrebbe dichiarato, "Mi sembra di vivere in un incubo infernale: cosa faccio adesso?". Il suo avvocato, Luca Mauri ha chiesto ai responsabili del carcere di tenerlo sotto stretta osservazione e di valutare se fosse il caso di rafforzare l’assistenza psicologica. Raffaele ripeteva, "Perchè sono qui? Perchè si sono comportati così ? Io non ho fatto nulla, non c’entro niente con questa storia, sono disperato e distrutto". Giovanna Votano

IL VERDETTO

Grande risalto sui giornali e i media di tutto il mondo alla sentenza del tribunale di Perugia che ha condannato Amanda Knox e Raffaele Sollecito, per il delitto di Meredith Kercher. I due ex fidanzati sono stati condannati stanotte  Amanda Knox a 26 anni di carcere e Raffaele Sollecito a 25 anni per l'omicidio di Meredith Kercher, avvenuto due anni fa. Condannati anche al pagamento delle spese processuali e interdetti per sempre dai pubblici uffici; dovranno, inoltre, risarcire i famigliari di Meredith. Entrambi gli imputati, presenti in aula, sono stati riaccompagnati poco prima delle 0,30 al carcere di Capanne. Grande la folla sia all'interno che all'esterno del Palazzo di Giustizia. "Questa non è semplicemente una sentenza di condanna ma, secondo me, è un doloroso differimento di una sentenza di assoluzione che arriverà. Da domani si penserà all'appello", ha detto l'avvocato Giulia Bongiorno, legale di Raffaele Sollecito, all'uscita dal tribunale che ha evidenziato delle contraddizioni nel giudizio. "Anche il dispositivo credo che parli di qualcosa di contraddittorio perchè, di fronte al tipo di contestazione che era fatta, sono state riconosciute le attenuanti generiche. Ricordatevi che è un processo dove non è stata data una perizia. Non esiste che abbandoni mio figlio in carcere e lo difenderò finché avrò forza". Così il padre di Raffaele, Francesco Sollecito, dopo la sentenza. "La Corte ha sposato in toto la tesi dell'accusa", ha proseguito il padre di Raffaele che ieri sera ha assistito in aula alla lettura del dispositivo. "Non si e' spostata di una virgola. Potevamo anche non esserci". Secondo Francesco Sollecito "Ci sono aspetti inspiegati in questa vicenda", ha detto ancora, "Noi abbiamo il diritto di sapere. Guardiamo comunque avanti e ci prepariamo all'appello". Il padre di Raffaele ha aggiunto, "dopo aver sposato la tesi dell'accusa la Corte ha dovuto almeno concedere le attenuanti generiche". Raffaele Sollecito, dopo la lettura del dispositivo e' stato riaccompagnato ieri sera dalla polizia penitenziaria nel carcere di Capanni. Il ragazzo, che questa mattina ha ricevuto la visita di uno dei suoi legali, non ha ancora avuto modo di incontrare il padre che dovrebbe recarsi in carcere mercoledì prossimo. Amanda Knox invece è scoppiata in lacrime dopo aver ascoltato la sentenza. "No, no...", ha mormorato abbracciata al suo avvocato Luciano Ghirga, mentre il presidente della corte Massei leggeva il lungo dispositivo. "Combatteremo fino all'ultimo, non è finita qui", ha detto, tra le lacrime, Cassandra, la matrigna di Amanda Knox subito dopo la lettura della sentenza. "Non è possibile", ha aggiunto, "Amanda è innocente e noi non la lasceremo sola". Subito dopo la lettura della sentenza, la sorella di Amanda, Deanna, è scoppiata in lacrime e quando si è calmata è andata ad abbracciare la compagna del padre di Raffaele Sollecito, sconvolta anche lei. Ilenia Neri

L'ACCUSA

Perugia - Il processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher si è concluso con la richiesta dell’ergastolo per i due ex fidanzati, sospettati di aver assassinato la giovane inglese la notte tra l’1 e il 2 Novembre 2008 in un appartamento di via Della Pergola a Perugia, in seguito ad una lite. Per la giovane americana il pubblico ministero Mignini ha chiesto anche 9 mesi di isolamento diurno, per Sollecito invece solo 2; questo tipo di pena di solito si commina per i reati di tipo mafioso, ma il pm ha giustificato la sua richiesta imputando come aggravanti, oltre che la ragione del delitto, avvenuto per “futili motivi”, il “delirio narcisistico” della Knox la sua “anestesia affettiva”.
Secondo Mignini poi, Amanda avrebbe agito per vendetta, perché gelosa della sua coinquilina. Sarebbe stata lei a decidere di compiere il delitto, mentre Sollecito, succube di lei, avrebbe eseguito gli ordini, sopraffatto dalla sua forte personalità. Il PM ha dispensato invece parole di comprensione nei confronti dell’altro imputato, Rudy Hermann Guéde, l’unico, secondo Mignini a mostrare un minimo di pietà. L’ivoriano è stato processato con rito abbreviato e condannato a 30 anni di carcere,. “Meredith non tornerà più ad abbracciare i suoi cari” ha affermato il pm nella sua appassionata arringa “Quando si arriva a questo momento l'errore piu' grave che si possa fare è quello di guardare solo gli imputati, dimenticandosi di cosa sono accusati e della vittima del delitto. Meredith è stata uccisa in maniera impressionante e ora i suoi parenti possono soltanto recarsi al cimitero accanto alla sua tomba.” All’altro pubblico ministero, Manuela Comodi è toccato il compito di esporre le prove scientifiche del delitto che, a suo dire, “sono inconfutabili e sovrapponibili”. La PM, in un’esposizione lucida e razionale, ha affermato che non è stato leso alcun diritto delle difese degli imputati: “L'unico diritto leso” ha detto la Comodi “è stato quello della polizia scientifica e della postale a vedere riconosciuto il loro lavoro” e ha respinto le accuse fatte dalla stampa americana sui metodi investigativi e sugli errori commessi durante le indagini.  Le dichiarazioni degli avvocati, degli imputati e dei loro parenti non si sono fatte attendere, dopo i discorsi di Mignini e Comodi; Luciano Ghirga, avvocato di Amanda ha reputato eccessiva la richiesta dell’isolamento diurno per gli incolpati: “sono richieste che si fanno nei processi contro grandi associazioni mafiose, non per un ventenne incensurato"; la sua assistita ha invece reagito piangendo e continuando a respingere le accuse. Sollecito invece si è dimostrato impassibile e molto attento ad ogni singolo atto del processo, ma suo padre ha affermato che il figlio evita di pensare alla condanna e si sta concentrando sul suo futuro. I genitori di Meredith sono soddisfatti delle richieste ma aspettano la sentenza, che sarà pronunciata nei primi giorni di dicembre. Federica Olivo
 

LE INDAGINI

Perugia - Nuovo sopralluogo nella casa di Meredith Kercher. Adesso le indagini si concentrano su una borsa sporca di sangue, che, potrebbe contenere le impronte digitali dell'assassino lasciate dopo il delitto. La borsa presenta a vista delle macchie ematiche e si trovava nella camera da letto di Meredith, in un contenitore. Potrebbe essere stato l’assassino a frugare dentro la borsa della vittima lasciando le proprie impronte digitali su uno degli oggetti contenuti. Con la borsa sono stati prelevati dall’abitazione due libri, due chitarre, alcuni appunti di Meredith, un’altra borsa, oltre al costume da vampiro e i trucchi usati la sera di Halloween. Inoltre la polizia ha anche sequestrato un barattolo di vaselina, anche se questa sostanza non sia stata rinvenuta sul corpo della giovane ragazza. Il pubblico ministero ha contestato ai tre indagati anche la violenza sessuale. Violenza che l’avvocato di Rudy Hermann Guede, sostiene essere stato in realtà un rapporto “non completo” che il suo assistito ha già raccontato agli inquirenti. In effetti il corpo di Meredith non presenta le lesioni tipiche dello stupro, che gli accertamenti medico legali hanno infatti escluso. Oltre al materiale sequestrato, investigatori e inquirenti hanno sfogliato con molta attenzione quasi tutti i libri presenti nella casa. Si tratta di “rilievi non urgenti”, secondo l’avvocato di Sollecito. Il legale ha anche sottolineato “possibili rischi di contaminazione dei reperti” anche a causa dello stato ormai precario dell’abitazione. Di “normale attività d’indagine” hanno parlato i difensori di Rudy Guede. “Non sapendo quale fosse l’oggetto della ricerca – hanno aggiunto – vedremo gli atti e poi faremo i nostri commenti”. di Angela Marasco
 

Perugia – Niente da fare per Rudy Guede. Resta in carcere, Il Tribunale del riesame ha confermato la custodia cautelare per l'ivoriano. Il “quarto uomo” dell’indagine sull’omicidio di Meredith Kercher ha dichiarato di non essere l’autore dell’omicidio ma di essere stato a casa di Meredith quella notte. Continua ad essere indagato per l’impronta di una sua mano insanguinata sul cuscino accanto al corpo e delle tracce del suo Dna rilevate su un tampone vaginale eseguito durante l'autopsia della studentessa, Rudy ha affermato di aver visto l’assassino e di essere in grado di riconoscerlo. Restano in carcere anche Amanda Knox e Raffaele Sollecito, Intanto tutti i protagonisti della vicenda continuano a inondare avvocati, giudici e stampa di memoriali. di Marta Lamalfa
 

E' stato arrestato dall'Interpol, sul treno Coblenza-Magonza, Rudy Hermann Guede, il ventunenne ivoriano, identificato come il quarto uomo presente nella stanza di Mez, la notte della sua morte. Da Milano, si era rifugiato prima in Svezia e poi in Germania. La polizia italiana lo ha rintracciato tramite un amico su internet. Sarebbero sue le impronte ritrovate in casa di Meredith. In carcere in Germania, si dice innocente, "non ero in quella stanza, la sera dell'omicidio". Adottato da una facoltosa famiglia italiana, si é fatto fotografare con vip, come Armani; ma da qualche tempo era noto alle forze dell'ordine come uno dei frequentatori del mondo dello spaccio di droga nel mondo degli studenti universitari, soprattutto stranieri. Diventa così l'indagato principale; mentre il dj congolese Patrick Lumumba é stato il primo a lasciare le carceri. Ritornato a casa, ha potuto riabbracciare la moglie. Sempre in bilico Amanda Knox, ritenuta la teste principale dell'inchiesta. La posizione giudiziaria di Sottile resta legata alla prova del dna sul sangue ritrovato sul suo coltello. Resta sconvolta la città, documenti filmati e fotografici, denunciano la vita hard dei giovani studenti universitari : sesso violento, alcol, spaccio e consumo di stupefacenti e ogni tipo di trasgressione e violenza, che finiscono anche nell'omicidio. di Giovanna Votano

Si continua ad indagare sulla morte di Meredith Kercher, la ragazza inglese uccisa nella propria abitazione la notte del primo novembre scorso. Le ultime indagini sembrano appesantire la posizione di Amanda Knox la coinquilina di Meredith. La ragazza é stata ripresa da una telecamera di un parcheggio antistante “la casa degli orrori", mentre varcava la porta di casa. L’orologio della telecamera segna le 20,43. Amanda rientra a casa indossando abiti chiari e una gonna bianca; non è detto però che Lumumba e Sollecito non fossero presenti, infatti, la telecamera registra il passaggio di altre persone ma che al buio non sono riconoscibili. Per quanto riguarda Sollecito invece, l’attenzione si sposta sulle scarpe e i tre coltelli che gli hanno sequestrato. Lumumba continua a protestarsi innocente, dicendo che quella sera dalle 21 del primo novembre alle undici del giorno é rimasto. E' stato comunque rintracciato il professore che ha ammesso da aver trascorso due ore con lui nel suo pub, dalle 20 alle 22. La morte di Meredith sarebbe avvenuta tra le 21 e le 23 dello stesso giorno.  di Angela Marasco
 

Non hanno ancora confessato i tre ragazzi fermati per il delitto della studentessa inglese. Ma dalle loro contraddizioni é stata confermata la pista delle amicizie della ragazza. delitto a sfondo sessuale. Gli arrestati sono la compagna di appartamento americana, il fidanzato e un congolese di 37 anni. L'accusa é concorso in omicidio volontario e violenza sessuale. il questore ha precisato che violenza sessuale non significa stupro. E' vero che la ragazza ha avuto rapporti, ma, quando e’ stata forzata a compiere atti non voluti, si sarebbe ribellata. Adesso si attendono i risultati della scientifica sulle numerose tracce ritrovate sul luogo del delitto. dall'autopsia e' emerso che la ragazza, che ha avuto rapporti sessuali la notte in cui é morta, non ha subito violenza. é morta probabilmente verso l'alba, per l'emorragia provocatale dalla ferita di un'arma da punta e da taglio; che non é stata però ancora ritrovata. da Perugia, Elisa Luperini

Meredith Kercher, la ragazza inglese di 22 anni che a Perugia frequentava un corso di lingua italiana all’università per stranieri, é morte la notte tra l’uno e il due novembre. Il corpo senza vita e quasi completamente nudo è stato rinvenuto nella stanza dell’ appartamento dove la ragazza risiedeva. La ragazza é stata uccisa con un profondo taglio alla gola; ma l’arma non è stata ancora ritrovata. Nessuna delle due amiche, una statunitense e una italiana, con cui Meredith conviveva erano a casa la notte dell’omicidio. La polizia scientifica non ha riscontrato lesioni agli organi sessuali per cui lo stupro è da escludere.  Adesso la polizia sta cercando di capire se l’omicidio sia avvenuto per mano di una o più persone. di Indra Ieracitano

E' ancora avvolta nel mistero la morte di Meredith Kercher, trovata morta nella sua abitazione, a pochi metri dal centro storico, dove, Mez (così la chiamavano gli amici) frequentava l’università nell’ambito del progetto Erasmus. La giovane studiava all'università di Leeds ed era arrivata in Italia ad agosto con il programma Erasmus per assimilare la lingua e la cultura italiana. "Stava inseguendo il suo sogno e riceviamo un po' di conforto dal sapere che ci ha lasciati in quello che era un momento molto felice della sua vita", ha detto la madre. Il suo cadavere é stato ritrovato dalla polizia postale verso le tredici di venerdì scorso. Era nella sua stanza, sul letto, coperta da un piumone, con la maglietta alzata e il seno scoperto, ma, con gli altri indumenti indosso. Ma la porte era chiusa a chiave. Meredith, potrebbe aver conosciuto il suo assassino la notte di Halloween, quarantotto ore prima di essere sgozzata, quindi un'amicizia recente. Si suppone che gli aggressori fossero due, mentre uno abusava di lei, l’altro la bloccava tappandole la bocca e stringendole le mandibole. Per questo gli investigatori ipotizzano che sia stata uccisa durante un rapporto sessuale. La casa nella quale viveva Meredith è circondata da prati e terrapieni, per questo l’assassino, probabilmente, non è stato visto da nessuno uscire dalla finestra. L'assassino ha lasciato tracce ovunque, soprattutto impronte digitali, tracce biologiche di vario genere, oltre ad alcune macchie di sangue sulla finestra della camera da letto, doveva essere giovane perché per uscire dalla finestra occorre una certa agilità. L’assassino è uscito dalla stanza portandosi dietro due telefonini, fra cui quello della vittima, per poi lanciarlo nel prato di una casa vicina dando così origine alle ricerche. Gli inquirenti indagano sulle ultime telefonate di Meredith, l'ultima telefonata è stata alla madre. di Angela Marasco
 

Le indagini sulla morte di Meredith Kercher sono arrivate ad una svolta. Benché ci siano ancora degli interrogativi senza risposta, la polizia,dopo accurate indagini, ha dato un volto e un nome ai probabili colpevoli. L’assenza di segni di effrazione nell’appartamento inducono a pensare che la ragazza conoscesse bene i suoi assassini, tanto da aprirgli la porta. Non convincono le dichiarazioni di Amanda Marie Knox, 20 anni, coinquilina statunitense della Kercher, che inizialmente sembrava avere un alibi. Il questore di Perugia, Arturo De Felice, ha dichiarato che su Meredith non sono state rinvenute tracce di alcool o droghe. Sembra che la Kercher si sia rifiutata di girare un filmato a luci rosse, provocando la reazione violenta dei compagni. Da qui “sopraffazione sessuale”. Tra i misteri, il volantino scritto a mano per l’affitto di camere, affisso al portone dell’università con l’indirizzo della casa in cui è avvenuto l’omicidio. di Raffaella Caruso

Perugia - Sono tre gli indagati per l’omicidio di Meredith Kerche : il fidanzato italiano di 24 anni Raffaele Sollecito, la coinquilina americana Amanda Marie di 20 anni e un cittadino congolese, Lumumba Diya di 37 anni. L’accusa per tutti è di concorso in omicidio e di concorso in violenza sessuale. La ragazza è stata trovata morta venerdì scorso dalla sua coinquilina e dalla polizia postale che era per consegnarli i suoi due cellulari ritrovati nell’orto di un anziana signora, che abita a pochi metri dall’appartamento dell'omicidio. Ancora misterioso il movente. di Carmen Spanò

 

 

 

Aborto : la Lombardia modifica la legge 194

Milano -  La Regione Lombardia cambia la legge sull'aborto. varando un manuale d'applicazione della legge 194, unico in Italia. Con la nuova modifica, il tempo limite per l'interruzione terapeutica della gravidanza é stato fissato alla ventiduesima settimana e 3 giorni. Il pool istituito dal ministro della Salute Livia Turco sulle cure ai prematuri ha stilato il suo documento conclusivo sotto la ventiduesima settimana e 6 giorni la rianimazione è sconsigliata. Le linee della Regione Lombardia, prevedono l'interruzione di gravidanza per motivi di salute della donna anche al via libera di un'équipe di specialisti. Il governatore Roberto Formigoni ha assicurato, "Non è una sfida al Governo sulla legge 194. La nostra è un'iniziativa che mette a frutto l'esperienza di due ospedali lombardi all'avanguardia, la Mangiagalli e il San Paolo, dove le linee d'indirizzo sono già state applicate con risultati positiviA vantaggio delle donne. Con un investimento di 64 milioni di euro, infatti, potenziamo anche le attività di prevenzione soprattutto nei consultori". Critiche da Pd e Radicali. "È una decisione inutile, tutta politica", ha detto Silvio Viale, il ginecologo radicale che ha condotto al Sant'Anna di Torino la sperimentazione sulla Ru486, "l'unico scopo è intimidire i medici non obiettori". Non é convinto nemmeno Gianpaolo Donzelli, neonatologo al Meyer di Firenze, "È uno degli effetti perversi della devolution sanitaria, un atto inopportuno perché su questi temi è già in atto un dibattito che coinvolge il ministero della Salute, il Consiglio superiore di Sanità e il Comitato nazionale di bioetica". .di Giovanna Votano

 

 

Un video ricostruisce l'incidente di Capodanno

Bergamo - Un drammatico incidente stradale é costato la vita a due ventitreenni, che avevano trascorso la notte festeggiando con gli amici il capodanno. Chiara Varani e Patrizia Paninforni, erano a bordo della loro auto con un'amica, poco dopo le tre e  mezza, quando la loro auto è stata tamponata da una utilitaria e si è ribaltata; una auto di grossa cilindrata a sua volta ha tamponato le auto già ferme. Quest'ultima era condotta da Massimo Carrera, ex giocatore della Juventus e dell'Atalanta che ha travolto le persone che erano scese dai loro mezzi per constatare i danni. L’ex calciatore, che rischia una denuncia per omicidio colposo, dichiara di non aver visto le auto, ferme al buio e con le luci spente,”fino all’ultimo istante”. Intanto risultano indagati anche i conducenti delle due auto. Adesso si stanno verificando le rilevazioni del Tutor per il controllo della velocità e una videocamera della società autostrade che ha ripreso tutto. Nel filmato si vede l’auto di Carrera che non fa alcun accenno di frenata, e il luogo dell'incidente non era affatto buio e privo di segnalazioni come aveva sostenuto l'ex calciatore Massimo Carrera ma in realtà c'erano al momento dell'impatto gli stop lampeggianti di diverse auto ferme per prestare soccorso. di Marianna Cereto

 

I giovani contro le Mafie

Palermo - “Alta Civiltà. La sfida dei giovani alle mafie”. Domenica 25 novembre, giornata di dibattiti e confronti sul tema della lotta a tutte le mafie su www.politicamentescorretto.org e su Libera Radio, web radio d'informazione contro le mafie. Protagonisti,  donne, uomini e soprattutto giovani impegnati in una lotta che non riguarda solo il Sud, ma tutto il Paese. Testimonianze importanti anche dopo l’arresto del boss Salvatore Lo Piccolo e la partecipazione di pubblico al Teatro Biondo al convegno su mafia e racket.  “Una Cosa anche Nostra”. con Gianluca Di Feo de "l’Espresso", che ha intervistato il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso.  “Alta Civiltà. La sfida dei giovani alle mafie”, con i rappresentanti di Addio Pizzo di Palermo, Coordinamento Anticamorra della Campania, Libera Ragusa, Libera Emilia-Romagna, Panta Rei, Rita Express e partecipanti ai campi di lavoro di Libera Terra. E ancora : don Luigi Ciotti, Gherardo Colombo, Pina Grassi, Piero Grasso e Pierluigi Stefanini.Roberto Morrione, direttore di Libera Radio, in “Vedo, Sento, Parlo”, sui rapporti tra mafie e informazione. Poi, “Sorelle di Antigone”: a confronto le esperienze di Margherita Asta, figlia e sorella delle vittime della strage di Pizzolungo, Alessandra Camassa, magistrato, Gabriella Ebano, giornalista e fotografa, Pina Grassi, vedova dell’imprenditore Libero Grassi e Rita Borsellino. di Francesco Macrì