Campus

Virginia Tech University, un'altra strage

In fila a Bologna per l'ultimo saluto a Lucio Dalla

Liberata la Urru in cambio di un terrorista

Alla Popolani il premio Votano

Palermo : parlano gli imprenditori taglieggiati, 62 arresti

Nasheed denuncia un golpe alle Maldive

 

Virginia Tech University una nuova strage

 

Blacksburg – Rabbia, dolore e paura su Twitter per la nuova aggressione attentato allla Virginia Tech University. Tutto sarebbe cominciato quando la polizia all'interno dell'area universitaria ha fermato per un controllo di routine una Mitsubishi marrone. Ma dall'auto è partita una raffica di colpi di arma da fuoco. Ed è ancora caccia all’uomo, con le teste di cuoio, gli uomini del Swat Team (Special Weapons and Tactics) alla ricerca di un giovane bianco armato. Testimoni hanno visto il sospetto che corre verso un parcheggio, chiamato Cage, nei pressi di Duck Pond. In quel parcheggio, una altra persona è stata trovata morta. Un corpo a terra steso nel campus è coperto da un telone bianco. “Oh no, non ancora”, “Prego per i miei amici, non è possibile accada di nuovo” i messaggi che stanno invadendo il sito di microblogging, da parte di ex studenti o amici che rivivono in questi momenti lo stesso incubo del 2007. Insomma, é tornato l’incubo al Virginia Tech University o Virginia Polytechnic Institute e State University. Due persone sono state uccise. La prima vittima è stata un agente che ha cercato di fermare l'aggressore nel corso di un controllo del traffico, la seconda è stata uccisa nel vicino parcheggio. Stessa Università, stessa tragica avventura, già vissuta nell’aprile 2007. Quando lo studente di origini orientali, Seung Hui Cho, compì la strage più grave da parte della storia americana: uccidendo 32 persone prima di togliersi la vita nel campus rurale della scuola nella Shenandoah Valley, a circa 250 miglia da Washington. Stavolta il campus è stato subito isolato ma l'aggressore, un uomo bianco, che indossa una felpa marrone e pantaloni grigi, continua a sparare. Il tiratore fuggito a piedi, incalzato dalla polizia in assetto da combattimento. A studenti e docenti è stato ordinato di accovacciarsi all'interno degli edifici universitari e dormitori. Il messaggio di allerta è subito partito, “Spari uditi nel parcheggio Coliseum. Stare dentro. Chiudere a chiave le porte. Personale d'emergenza al lavoro. Chiamare 911 per aiuto”. La redazione del quotidiano universitario “Collegiate Times”, che sta trasmettendo informazioni via Twitter, é stata trasferita in un luogo più sicuro. I media mettono sotto accusa la sicurezza dell'ateneo, i cui standard non sarebbero cambiati dopo la strage del 2007, e soprattutto Wendell Flinchum, il capo della polizia dell'università. di Steven Lookes

 

 

In fila a Bologna per l'ultimo saluto a Lucio Dalla

 

Bologna : Ultimo saluto a Lucio Dalla, in migliaia in fila davanti alla camera ardente nel cortile di palazzo d'accursio, in piazza maggiore, Dalla è morto giovedì 1 marzo,a Losanna in Svizzera.
Lunghissimo applauso all’arrivo della salma in città, sul portone del palazzo comunale, adesso c’é una una grande foto con scritto "Ciao Lucio". sopra la bara una rosa rossa, un cornetto e una sigaretta. In fila anche Ron, Gianni Morandi, il rettore Ivano Dionigi. In piazza vengono diffuse sue dieci canzoni, fino alla chiusura della camera ardente, prevista a mezzanotte: "Tu parlavi una lingua meravigliosa", "E non andar più via", "Tango", "Notte", "Felicita"', "Cara", "Ayrton", "Apriti cuore", "Le rondini" "Caruso". I funerali nella basilica di San Petronio. Nel giorno in cui avrebbe compiuto 69 anni, il 4 marzo, giorno a cui ha dedicato una canzone. Padre Enzo Fortunato, ha ricordato  la "silenziosa ricerca interiore di Dio", che lo portavano nella basilica di San Francesco di Assisi. di Giovanna Votano
".

 

Liberata in cambio di un terrorista, Rossella Urru

  

Samugheo - Sono stati alcuni dei famigliari a confermare che era stata liberata Rossella Urru, rapita quattro mesi fa in Algeria, La cooperante Scambiata con un terrorista tuareg. Il rilascio è avvenuto in Mali. La giovane sarda era stata rapita da un organizzazione ritenuta vicina ad Al Qaeda il 23 ottobre scorso. Ma il padre della ragazza, è stato subito più cauto, dicendo che bisogna attendere la conferma ufficiale della Farnesina. Un sito mauritano “Sahara media”, riporta che la cooperante italiana sarebbe stata liberata insieme al poliziotto Aal Ould al-Mukhtar, rapito nei mesi scorsi in un blitz di terroristi nel sud della Mauritania. I due ostaggi sarebbero stati rilasciati al termine di una trattativa per la scarcerazione di un terrorista tuareg. Notizie non sono comunque per il momento confermate dalla Farnesina. La Urru lavorava a sud-ovest di Tindouf, in Algeria, come coordinatrice di alcuni progetti nei campi dei rifugiati saharawi.  di Federico Limiti

 

A Carolina Popolani il premio giornalistico Gino Votano

 

Reggio Calabria - E’ andato a Carolina Popolani, documentarista e regista italo siriana, per “Sorelle di Zaynab” (2011), un documentario prodotto da La7 sulle 'sorelle musulmane in Egitto in un momento in cui la Fratellanza Musulmana sta assumendo un ruolo politico importantissimo. Carolina collabora tra l’altro con RaiNews 24, Al Hiwar, La7. Ha cominciato come editor nel cinema e in Rai, come senior editor e producer per la TV satellitare araba Orbit. Nel 2009 inizia con Atabulo la produzione di documentari e reportage ambientati nei paesi del sud del Mediterraneo concentrandosi su temi quali la violazione di diritti umani, l'ambiente, l'integrazione e le questioni di genere.
Ha presentato anche il documentario “Cairo Downtown” (2010) autoprodotto sugli attivisti della rete in Egitto prima della rivoluzione. Trasmesso da Rai News e Al Hiwar. E' stato finalista al Festival del documentario di Al Jazeera dove è stato scelto come evento per la cerimonia di apertura.
Ad Alessandria d’Egitto nel 2007, ha incontrato Shahinaz Abdel Salam, il blogger al centro del documentario “Cairo Downtown”. Da qui inizia il racconto del mondo dei blogger egiziani, i maestri, insieme agli iraniani, dell’attivismo politico online.
Nel 2007 Facebook era ancora una novità in molti paesi europei. In Egitto invece Wael Abbas aveva già postato centinaia di video sul suo canale su Youtube, soprattutto documenti amatoriali che gli mandava la gente comune che non aveva il coraggio di esporsi. Nel 2006 era stato pubblicato così il video di un poliziotto egiziano che sodomizzava un detenuto e si filmava per umiliarlo ulteriormente, minacciandolo di inviare le riprese alla sua famiglia. Da qui è cominciato tutto. “È nato come un movimento spontaneo” spiega Popolani "lo sciopero del 6 aprile in Egitto è stato indetto dai blogger”.Al dibattito "Blogger e comunicazione nella primavera araba e nella rivoluzione egiziana", con Guido Columba, Carlo Parisi, Francesco Votano, Carolina Popolani e gli studenti.
Columba, presidente dell’Unci, ha parlato del falso blogger siriano, che incitava alla rivolta contro il regime. Blogger donna che poi si è scoperto era invece un giornalista americano. E a questo proposito Columba ha poi ricordato che già da anni c’era un programma della intelligence americana per preparare blogger in medio oriente. Blogger e rapper sono i soggetti che hanno aperto la strada alla primavera araba, adesso si attendono i risultati della democrazia. Columba ha ricordato i giornalisti calabresi minacciati dalla ndrangheta e la difficoltà di un giornalista oggi di essere credibile.
Carlo Parisi della Fnsi ha ricordato la lapide appena installata a Roma, per ricordare la morte di 86 giornalisti italiani durante la prima guerra mondiale e l’importanza dei blog nelle comunicazione in Medio Oriente. Ma anche e soprattutto la necessità per un popolo, per un paese, pe runa regione, per un territorio di avere difendere la propria identità,
Francesco Votano, del Tg1 ha ricordato il coraggio dei giornalisti calabresi, tutti i giorni su una frontiera così come molto colleghi che in guerra o nei ghetti di guerriglia urbana rischiano la vita. Votano ha ricordato anche come spesso nelle testate nazionali dell’espressione “di origine … meridionale”, sia una distonia, quasi una sorta di emarginazione per chi vive al Sud,territorio bollati come territorio esclusivo della criminalità organizzata e quindi delle mafie..
Carolina Popolani, rispondendo agli studenti, ha detto che in questo documentario ah affrontato il fenomeno dei Fratelli Musulmani, che stanno vincendo le lezioni, con il partito Giustizia e Libertà in Egitto, ma un partito di uguali radici e nome ha vinto anche in Marocco, Tunisia e Libia. Per la Popolani, cristiana, il suo documentario voleva testimoniare una realtà importante nei suoi risvolti sia negativi che positivi,. E ha sottolineato che il movimento per la democrazia è partito, sarà un processo lungo, come testimoniano i quattro morti di piazza Tahrir di ieri, ma è certo che proprio la piazza è la novità di questa rivoluzione, qui tutti adesso parlano e tutti anche i bambini parlano di politica e si sentono liberi, mentre prima era difficile parlare anche in un internet coffe, arrivava subito la Sicurezza a bloccare le conversazioni. Un’aria di libertà, in cui le donne si continuano a ritagliare un ruolo importante e in prima fila, a dimostrazione che le donne musulmane sono protagoniste e non soggette né all’uomo né a particolari autorità paterne. Ha escluso anche che le giornaliste abbiano una vita più difficile dei colleghi maschi, ma ha detto invece che nei primi giorni di protesta a piazza Tahrir, le donne tutte avevano subito delle molestie, una cosa che è subito sfumata con il passare dei giorni. Premio per la miglior giovane giornalista a Lucia Iannò del liceo Campanella. Un premio che è diventato un’occasione consolidata per un dibattito e confronto sull’informazione tra i ragazzi delle scuole medie superiori e giornalisti delle testate nazionali.
Il premio è nato per ricordare la figura di storico, pedagogo, saggista di Gino Votano (Reggio Calabria, 1924-2002). E’ arrivato alla sua nona edizione ed è organizzato dall’associazione culturale “Teatro del Mediterraneo”, che opera nel campo dei media, delle arti e della comunicazione dal 1983; in collaborazione con il Csa di Reggio Calabria e con le associazioni del territorio (Circolo Calcidese, Tre Farfalli, L’Agorà).  Il premio gode del patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione, del Sindacato giornalisti calabresi e dell’Ordine dei giornalisti della Calabria oltre che della Provincia di Reggio Calabria, del Comune di Reggio Calabria e della Regione Calabria. Premia il miglior documentario televisivo del Mediterraneo andato in onda durante l’anno solare. Premia soprattutto i linguaggi, intendendo la scrittura televisiva come racconto, come storia che informa con intelligenza, coscienza e passione. Negli anni scorsi anno vinto Alessandro Gaeta, redattore del Tg 1, con “Il ponte interrogativo” (2003), Elisa Anzaldo, redattrice del Tg 1 con “Mattone dopo mattone” (2004), Enzo Romeo, vice caporedattore Esteri del Tg 2 con “Il mio amico Papa” (2005), Tonino Pinto, inviato del Tg 1 con “Cartagena” (2006), Daniele Valentini, vice caporedattore del Tg 1 con “La città eterna sotto e sopra” (2007), Roberto Olla, caporedattore del Tg 1 con “Il terremoto, cento anni dopo” (2008), Flavio Isernia di Sky Tg 24 con “Un mese dal terremoto”,(2009) e Tonia Cartolano di Sky Tg 24 con “Innocenza alla sbarra”, (2010).
Ogni anno premi speciali vanno anche ai migliori tecnici (montaggio, fotografia, regia), che rappresentano un momento fondamentale del racconto televisivo, a quei cronisti calabresi che nella loro carriera si sono distinti per correttezza e lealtà valorizzando risorse e energie del territorio e a figure particolari del territorio del Mediterraneo che con volontà, dedizione e intelligenza hanno difeso valori e identità. Gino Votano (Reggio Calabria, 1924-2002), storico, saggista e pedagogo, è stato animatore di diverse iniziative culturali, educative e associative nel suo quartiere di Archi. Frutto della frequentazione di storici e studiosi come Shasha Villari, Gaetano Cingari, Gaetano Sardiello, Cosimo Zaccone. Si dedicò alla storia locale come momento necessario per riscoprire l’identità di un quartiere, di una regione, troppo trascurata, fuori dai grandi giri culturali. Si dedicò alla ricerca storica e politica come servizio, come assist per chi ha meno degli altri. Soprattutto ha messo insieme una archivio importantissimo di documenti e fotografie ancora da pubblicare.
Ha collaborato alla rivista “La Riviera” e al quotidiano “Oggisud”. Ha scritto e pubblicato in opuscoletti a tiratura limitata i saggi : “Psicologia della memoria” (1956), “Storia di Archi” (1984), “Il Popolo calabrese: mastri, tamarri, gnuri e galantuomini” (1984), “Associazioni e partiti politici in Calabria” (1988), “Partiti politici, elite e masse in Calabria” (1992), “La toponomastica storica di Archi” (1999), “Il bipartitismo in Calabria” (2001). Ha ritrovato e ricostruito la storia dei partiti e di tutti i deputati calabresi nei parlamenti nazionali napoletani prima e italiani dopo. di Francesco Macrì

 

Palermo : 62 arresti nell'operazione 'addiopizzo'

 

Palermo – Sessantadue persone, coinvolte in 87 estorsioni contro 232 imprenditori, sono stati arrestati per le rivelazioni di alcuni commercianti palermitani oppressi dalle estorsioni, sono il bilancio dell'operazione di polizia “Addiopizzo 5”, ultima tappa di un’inchiesta nata tre anni fa contro i boss Sandro e Salvatore Lo Piccolo. Blitz che smantella un impero economico e di potere costruito sul pizzo pagato da imprese edili, direttori d’alberghi, discoteche, cantieri e attività commerciali varie, costretti a dover sganciare alla malavita il tre per cento sugli importi degli appalti, o rate variabili dai 50.000 euro dei cantieri ai 20.000 euro annui dei distributori. Tra i beni sequestrati, il centro benessere, “O sole mio” di Filippo Catania, un oasi del centro chiusa dopo la scoperta del denaro maneggiato da Giovanni Bonanno, boss di Resuttana e la casa del boss Masino Spadaro alla Kalsa. "Segnali positivi su una città che cambia", ha detto Enrico Colajanni di "Futuro Libero". E il procuratore Francesco Messineo, aggiunge, "Si è rotto il muro dell’omertà". Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, commenta, "C'è pure chi collabora quando emergono evidenze giudiziarie. Ma anche in loro matura una cultura della legalità. E molti sono poi in prima linea a convincere gli altri imprenditori. Certo stupisce, davanti ai grandi successi dello Stato, l'atteggiamento di imprenditori che in silenzio continuano a pagare. No, non ci sono più alibi". Manuele Panella

 

Nasheed denuncia un golpe nel paradiso dei turisti


Malè - Ancora tensioni dopo controverse dimesso del presidente delle Maldive Mohamed Nasheed, ex prigioniero politico e fondatore del Partito Democratico, eletto nelle prime elezioni democratiche del 2008. Adesso il paese è nel caos; sulla testa dell’ex presidente pende un mandato di cattura. Nasheed ha lanciato un appello da una rete statunitense dichiarando, ”In poche settimane hanno cancellato anni di lavoro per la costruzione della democrazia. Salvate le Maldive! “. E dire che nel 2010 era stato incluso nella classifica dei dieci migliori leader mondiali dal Newsweek. Tutto è iniziato fa,quando hanno avuto inizio le proteste per l’arresto del capo della Corte Penale Abdulla Mohamed, avvenuto a causa del rilascio del dissidente politico M.J. Ahmed , imputato di aver criticato il governo in televisione e di “complottare contro il presidente”. Cosi in piazza è sceso l’esercito insieme alla polizia contro i manifestanti di piazza della Repubblica che chiedevano la scarcerazione del magistrato, ma la maggior parte delle forze della polizia è passata dalla parte dei manifestanti, cosi hanno avuto inizio gli scontri con l’esercito. Da qui la decisione del presidente Nasheed di andarsene. Decisione annunciata alla Television Maldives (TVM) dicendo di voler “evitare ulteriori ed inutili spargimenti di sangue”. Intanto ha già prestato giuramento dal nuovo presidente Mohammed Waheed Hassan, che ha definito atti terroristici le proteste degli ultimi giorni, ha anche accusato il suo predecessore di essere il mandante della rivolta e si è detto intenzionato ad impegnarsi a combattere contro “questa anarchia per ristabilire l’ordine nell’arcipelago delle 1200 isole”. di Fabiana Arichetta